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| Gli interni del Duomo |
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La visita all'interno può cominciare dalla porta laterale prospiciente la piazza percorrendo le pareti interne, e cominciando dalla nostra destra. Sotto un arcosolio è stato murato nel 1880 un sarcofago marmoreo del III secolo, unico resto di arte romana in Massa. Prima di quell'anno serviva da gradino per il Battistero. |
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Proviene da Massa Vecchia, dove serviva da pila ad una sorgente di acqua come si può riscontrare nel foro che ancora rimane sopra una ghirlanda per fare uscire l'acqua. Un alluvione ne fece perdere le tracce, ma le Riformazioni (Archivio Comunale, libro 350, alle date 14 Febbraio 1466, 24 Febbraio 1468) ci dicono che furono incaricati due cittadini "nell'officio a provvedere che quella bella pila di Massa Vecchia si ritrovi, che sarebbe bella a Roma". Al centro del sarcofago appare il busto di una giovane donna sorretto da due lase o geni funebri, ai lati Amore e Psiche; sotto, faretra ed arco, due panieri rovesciati e guardati da due pantere, simboli del culto dionisiaco o bacchico. |
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Nell'arcosolio c'è un affresco (fine del sec. XIII - principio del XIV), raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati S. Francesco e S. Caterina di Alessandria o della Ruota. Nella parete interna della facciata si scorgono alcuni bassorilievi del sec. XI. Tutte le figure e gli ornati risentono fortemente dell'arte longobarda sia per le scene di realismo efferato sia per le figure umane con i volti e le vesti a forti linee geometriche sia per gli ornati floreali.
Se non possono definirsi esemplari di arte longobarda, sono almeno del periodo di transizione dal longobardo al romanico. Rivestono una particolare importanza, troppo spesso dimenticata dagli studiosi della storia dell'arte italiana, ma ben valutata dagli studiosi e dai turisti stranieri. Per la storia del culto cattolico costituiscono una interessante testimonianza di due verità mariane: l'Assunzione e la Regalità della Madonna. |
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In questa parete, nel secolo scorso, togliendo dell'intonaco, sono apparsi resti di affreschi della fine del duecento o dei primi del trecento; quelli a destra della porta centrale raffiguranti una Crocifissione e quelli a sinistra della porta centrale un episodio della leggenda di S. Giuliano l'ospitaliere. Da notare le due croci affrescate , l'una del sec. XVI a ricordo della consacrazione del Duomo nell'anno 1586 e l'altra assai anteriore a ricordo della prima consacrazione.
Sempre sulla destra per chi guarda la porta centrale c'è una epigrafe in marmo in memoria del Canonico Annibale Moncini. Nel pavimento si trova la lapide del sepolcro della famiglia Galliuti, con una figura in bassorilievo quasi consunta, e lo stemma costituito da un gallo in campo rosso ed una epigrafe: "Sepulcrum Tori Galliuti de Galliutis et heredum quorum. Mortuus est anno Domini MCCCXXXVIII die XVII mensis augusti. Requiescat in pace. Amen" - "Sepolcro di Toro Galliuto dei Galliuti e dei suoi eredi. Morì nell'anno del Signore 1338, il 17 del mese di Agosto. Riposi in pace. Amen".

Secondo gli antichi storici massetani, i Galluti ed i Ghiozzi nel 1331 tentarono con il tradimento di consegnare Massa ai Senesi, innescando la caduta della repubblica che si sarebbe verificata dopo un anno di valoroso e duro assedio.
Il Battistero
La vita di San Cerbone |
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Il Sole di San Bernardino con raffigurate all'interno le lettere: "YHS"= "Gesù Salvatore degli Uomini".
Un "marchio" che resiste dal oltre 400 anni!!!


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"Maestà", Ambrogio Lorenzetti |
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