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Esse sono costituite da un edificio massiccio, con tre grandi
e robusti archi a sesto acuto. Venne costruito nel 1265, come
indicato nell’iscrizione qui tradotta :”Tu che leggi,
sappi che questo edificio fu costruito nel 1265 e nella indizione
8. Lettore, ricorda che era podestà di questa Terra il
pisano Ildebrandino (Malcondino), cavaliere di grande onore”.
Sopra le tre arcate venne successivamente costruito un magazzino
che serviva da granaio della repubblica, detto anche magazzino
dell’abbondanza. Vi veniva custodito il 5% della produzione
di tutto il grano, come riserva in caso di guerra o di carestia.
Tale obbligo cessò in seguito ad un consistente lascito
da parte del Canonico Curzio Bandini, allorché lasciò
1000 scudi per il magazzino. Ogni anno venivano comprati 100 moggia
di grano a raccolta, perché venissero o rivenduti a prezzo
corrente, per calmierare il mercato, oppure prestati ai contadini
che non riuscivano ad arrivare al nuovo raccolto.
Questi,
una volta effettuato il raccolto, lo restituivano, con un boccale
in più per ogni staio di grano imprestato. Al fine di ogni
anno, gli utili venivano restituiti ai poveri. L’amministrazione
del potente magazziniera affidata i quattro Santesi, o deputati
alle opere pie. Esso veniva chiuso con due chiavi, una affidata
al Capitano di Giustizia, e l’altra ai Santesi, di cui uno
fungeva da Camerlengo. Tali prestiti avvenivano tre volte all’anno,
dietro il consenso del Capitano di Giustizia. Come in molte opere
di bene, ben presto sorsero abusi di coloni che vendevano il loro
grano per poi pretenderlo in prestito, ed ancora vi furono mezzadri
che si facevano prestare il grano dopo aver già ottenuto
una parte sufficiente dal loro proprietario. Il magazzino dell’Abbondanza
cessò di funzionare il 3 Agosto 1778, anche in seguito
ad abusi degli Amministratori, i quali o non volevano rimanere
in dietro rispetto a tali frodi, oppure avevano dimenticato il
loro impegno nelle opere pie…
Il capitale, come aveva stabilito il Canonico, fu erogato a vantaggio dell’Opera
di S. Cerbone e del nuovo Seminario.
Nell'edificio si trovavano le fonti dell'acqua potabile del paese e noi siamo andati a visitarle...
Nel 2002 hanno ospitato la mostra di Igor Mitoraj
La storia dell'Affresco dell'albero dell'Abbondanza
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