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Balestro del Girifalco   Balestro del Girifalco a Massa Marittima

 

Il Balestro del Girifalco è la più importante rievocazione storica della Maremma, e consiste in una affascinante gara di abilità nel tiro di precisione con la balestra da posta all’italiana. Già nel 1959, anno di costituzione della Società dei Terzieri Massetani, si stabilì di ripristinare una antica tradizione che si era persa nel tempo, e che aveva origini fin dal 1200, la quale prevedeva che i giovani massetani in età da arme, guidati da appositi magistri balistrarum si esercitassero nell’utilizzo di questa temibile arma, assai utile in tempi di assedio. La bandiera del comune di Massa Marittima
   
Una balestra appoggiata a

La balestra si compone di un fusto di legno detto teniere che fissa un arco di acciaio cui è sottesa la corda, ed il cui caricamento viene effettuato mediante il "girello".

La corda tesa si arresta su un cavo, posto nel teniere, detto noce o baldrigo e si sgancia, per il tiro, comprimendo una leva di scatto. Per la sua particolare ferocia, tale temibile arma nel corso del medio evo venne addirittura messa al bando dalla stessa Chiesa, che la giudicò eccessivamente brutale.

   
Cessata fortunatamente la sua utilizzazione per scopi militari, questo tipo di Balestra, o balestrone da posta, ricostruzione fedelissima di quella impiegata nei secoli XIV e XV, come uguali sono le attrezzature ed il modo di gareggiare, è usata ancora oggi nelle tradizionali gare di tiro che annualmente si svolgono a Gubbio, Lucca, San Marino, Sansepolcro e Massa Marittima, le cinque città della Federazione Nazionale Italiana Balestrieri.
   
Lancio di bandiere La tradizione legata all’utilizzo della Balestra a Massa Marittima è precisamente testimoniata da una deliberazione del Consiglio generale del Comune e del popolo della città di Massa, recante la data del 10 agosto 1476, nel quale si stabiliva che si disputasse "un balestro ogni tre mesi ed ogni volta in tre dì festivi comandati", precisando che "qualunque in quelli tre dì aveva più colpi, a lui sia donato un balestro di acciaio col girello, essendo massetano e abitante in Massa e non ad altri et di questi balestri due ne paghi il Comune di Massa et gli altri due il Podestà, cioè ogni Podestà uno et in questo modo si diviaranno i giovani dalla caccia et invarannosi al laudevole exercizio del balestro da poter essere utili nelli casi et tempi occorrenti".
   
SabandieratoriOggi il Balestro viene disputato per due volte all’anno, la terza domenica di maggio, o comunque la prima domenica dopo San Bernardino da Siena (20 Maggio), e la seconda domenica di agosto. L’edizione di Maggio è dedicata a San Bernardino degli Albizzeschi, copatrono di Massa Marittima e conterraneo dei suoi abitanti, mentre l’edizione di agosto è legata al ricordo della costituzione del Libero Comune Massetano, avvenuta il 31 luglio dell’anno 1225.
   
Il Balestro è una gara emozionante, dove il turista viene immerso in questo clima di colori, di suoni e di emozioni che lo riportano in una epoca lontana, fatta di cavalieri, di soldati, di onore e di anelata libertà, mentre il massetano rimembra il periodo più fulgido della storia politica di Massa Marittima, riscoprendo un profondo sentimento di civica fierezza.
   
Sbandieratori Trium discordantium concordia: questo è infatti il senso dell’essere massetani, divisi in tre terzieri in lotta per la supremazia cittadina, ma un tempo votati al reciproco sacrificio per la strenua difesa della libertà, dell’identità del libero comune, di fronte al conquistatore senese. I monumenti della Piazza, che da sette secoli è scenario sempre uguale nei suoi colori, nel suo incedere maestoso, ma sempre nuovo nelle emozioni e nel suo messaggio annuale di civiltà e di storia, sembrano ammirare fieramente dalla loro altezza le vestigia di una maestosità dimenticata nel tempo, e che per due volte all’anno viene così risvegliata dagli squilli delle chiarine dorate e dal rullo impetuoso dei tamburi, un tempo cadenzanti il passo di guerra.
   
Alle balestre e al grande corteo corteo storico, fatto di dame e di paggetti, di cavalieri e di capitani, di principi reggenti e di musici, gli sbandieratori si esaltano e la gente segue la seta svettante, scopre le guglie già ingiallite dell'ultimo sole, in una rappresentazione che si ripete ma che non riesce mai a perdere lo spirito delle sue antiche testimonianze perché i protagonisti non si sentono attori.
   

Entrano nella piazza con la disinvolta sicurezza di chi è erede del significato culturale di quell' apparizione, onorano memorie illustri come Bernardino, il Santo massetano che hanno nel cuore, Ugo da Massa poeta del dolce stil novo, il codice delle miniere, primo nel tempo e nel diritto, e tanti altri eventi della loro lunga storia non avara di lotte per la vita e per la libertà.

E dopo il vibrar nell’aria delle frecce di legno lanciate verso il desiderato traguardo, i contradaioli attendono con anzia la proclamazione del vincitore, perché in tutta la città possa echeggiare il grido di vittoria, in un primato così antico, e così pieno di fascino e di storia.

Sbandieratore

 

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