MassaMarittima.info il portale dell'Alta Maremma Toscana Massa Marittima
home forum links contattaci chi siamo statistiche
19 Marzo 2005   19 Marzo 2005 Nuova casa dell’arte sacra medievale
E-Mail info@massamarittima.info
DATA 11/03/2005 00:57:07
Titolo Nuova casa dell’arte sacra medievale
Testo

Il 19 marzo alle ore 16 nell’antico Convento di San Pietro all’Orto verrà inaugurato il nuovo Museo di Arte Sacra di Massa Marittima, punto di arrivo di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città portato avanti da alcuni anni dall’Amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico e demoantropologico di Siena e Grosseto.

Il Convento di San Pietro all’Orto diviene così la nuova casa di tanti importanti capolavori d’arte prodotti a Massa Marittima o per Massa Marittima, per le sue chiese e gli edifici sacri, nel periodo di massimo splendore della città, dal XI al XVI secolo, quando la ricchezza mineraria delle Colline Metallifere permise di attivare molti cantieri tra le sue mura e di chiamare a lavorarvi artisti di grande fama come Giovanni Pisano, Andrea Pisano, Ambrogio Lorenzetti, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Sano di Pietro, Giroldo da Como, Pietro Lorenzetti, l’allievo di Donatello Urbano da Cortona, Zaccaria Zacchi, Domenico di Niccolò dei Cori.

Per la splendida tavola della Maestà di Ambrogio Lorenzetti, in particolare, si tratta di un vero e proprio ritorno a casa se, come ritengono gli storici dell’arte, fu dipinta proprio per la chiesa del complesso di San Pietro all’Orto, nei cui magazzini tra l’altro fu rinvenuta casualmente nel 1866.

Accanto ad un nucleo importante di opere di proprietà del Comune di Massa Marittima nel Museo sono esposte opere concesse in deposito dalla Soprintendenza di Siena e Grosseto ed altre concesse in prestito da alcune Parrocchie di Massa Marittima, grazie ad un importante rapporto di collaborazione instauratosi tra Comune e Diocesi di Massa Marittima – Piombino e le stesse Parrocchie.

Il progetto scientifico del Museo, curato dal dott. Alessandro Bagnoli, storico dell’arte della Soprintendenza, ricostruisce attraverso l’esposizione di tanti preziosi capolavori alcuni dei momenti salienti della storia religiosa e civile dell’insediamento urbano medievale di Massa Marittima dal XI al XVI secolo.

Informazioni sull’inaugurazione del nuovo museo sono anche su internet a questo indirizzo web: http://www.massamarittimamusei.it/artesacra

Il nuovo Museo, dove si trova

L’antico Convento di San Pietro all’Orto si trova a Massa Marittima in Provincia di Grosseto e precisamente in Cittanuova, la parte alta del centro storico della città. L’edificio fa parte di un complesso architettonico medievale di grande valore nel quale sono inseriti pure l’ex chiesa di San Pietro all’Orto, il chiostro di Sant’Agostino e l’omonima chiesa trecentesca.

Con l’inaugurazione del nuovo Museo di Arte Sacra il complesso architettonico di San Pietro all’Orto si completa nella sua funzione di polo museale principale di Massa Marittima. Oltre al nuovo museo si trovano in questo luogo la collezione di arte contemporanea donata al Comune da Angiolino Martini ed il Museo degli Organi Meccanici Antichi della Fondazione Santa Cecilia.

Una visita virtuale nel nuovo Museo

Il percorso del Museo si snoda attraverso cinque ampie sale dedicate ognuna ad un momento storico ed artistico diverso. Il percorso inizia nella prima sala con alcune antiche briciole dell’architettura della cattedrale (fine XII inizio XIII secolo) : frammenti, capitelli, marcapiano. Tra questi ricordiamo i marcapiano molto probabilmente opera di Giroldo da Como, autore tra l’altro del fonte battesimale della Cattedrale di San Cerbone di Massa Marittima.

In questa sala trovano spazio anche alcune opere dal grande fascino ed ancora avvolte nel mistero. Si tratta di dieci “rilievi neri”, caratteristici anche per il loro primitivismo, che ricordano addirittura l’arte africana o le grandi sculture dell’isola di Pasqua. Si sa poco della loro origine e della loro funzione. Probabilmente facevano parte del più antico arredo della Cattedrale, rappresentavano forse la decorazione di un pontile, cioè la parte rialzata del presbiterio. 

Fino all’800  erano montati in un altare barocco della Cattedrale poi, verso la metà di quel secolo, furono collocati nella controfacciata della Cattedrale. Il restauro, eseguito in occasione dell’allestimento del nuovo Museo, ha permesso di identificare la pietra, che si è rivelata alabastro grigio e non nefrite come era stato detto finora.

La seconda sala propone un interessante confronto tra la scultura lignea dipinta e la scultura marmorea della scuola gotica senese e pisana del periodo compreso tra fine del Duecento e l’inizio del Trecento.

In particolare in questa sala è proposto, caso unico al mondo, il confronto tra il crocifisso ligneo dipinto di Giovanni Pisano e le sculture marmoree dello stesso autore.

L’intera parete di fondo è occupata dalla ricostruzione in anastilosi (la riproposizione del  contesto architettonico) della loggetta di coronamento della facciata della Cattedrale. Qui spiccano tre sculture originali (Telamone, Grifo e Cavallo) di Giovanni Pisano in un contesto architettonico che permette di comprenderne la loro provenienza e la loro funzione.

Nella stessa sala è possibile vedere inoltre l’importante Croce stauroteca di Andrea Pisano e soci, sbalzata in argento e decorata da figurazioni coperte di smalti traslucidi.

Due lunghe mensole accolgono gli Apostoli, Profeti e Santi, opera dello scultore senese Gano di Fazio.

Nella sala si trova anche un’opera esposta per la prima volta al pubblico, si tratta di è una scultura di legno dipinta di scuola senese di straordinario realismo, che è stata di recente restaurata, e che  rappresenta San Cerbone.

La terza sala è dedicata ai Lorenzetti, con la splendida tavola della Maestà di Ambrogio e la vetrata derivata da un cartone di Pietro, che decorava un occhio della sagrestia della Cattedrale.

La Maestà è il capolavoro, l’opera di maggiori dimensioni che ci è rimasta di Ambrogio Lorenzetti. È un’opera realizzata nei primi anni trenta del ‘300 e rappresenta la maestà in trono con, sui gradini, le personificazioni della virtù cardinali ed una schiera di santi.

In un’ampia sala al piano superiore si possono ammirare alcune pregevoli opere pittoriche di Sano di Pietro e di Stefano di Giovanni detto il Sassetta.

Del Sassetta i visitatori potranno ammirare una piccola tavola con angelo annunciante che è il residuo di un polittico disperso.

Sempre per la pittura c’è un frammento di una tavola di Sano di Pietro che apparteneva alla Cattedrale. Purtroppo ciò che è rimasto da un furto del 1821 è lo scarto di una figurazione di grande valore. Per mostrare l’attività pittorica di Sano di Pietro la Pinacoteca di Siena ha concesso in prestito al nuovo Museo di Arte Sacra di Massa Marittima alcune tavole di questo pittore senese. E’ possibile ammirare dunque tra l’altro un dipinto con tre santi, probabilmente San Girolamo, San Ludovico di Tolosa e San Francesco.

Per quanto riguarda la scultura in questa sala si trova testimonianza dell’attività di un grande maestro senese di intaglio ligneo e di tarsia della prima metà del ‘400, Domenico di Niccolò dei Cori. La sua figurazione rappresenta la traduzione tridimensionale della pittura del Sassetta. E’ collaboratore ed amico di Francesco di Valdambrino  e di Jacopo della Quercia . Di Domenico di Niccolò dei Cori sono in mostra due angeli lignei policromi che provengono dalla Cattedrale di San Cerbone.

In questa sala si trovano anche a due lastre tombali in marmo che originariamente si trovavano una nella cattedrale di San Cerbone e l’altra nella chiesa di Sant’Agostino. La prima lastra è di scuola tardo gotica senese e rappresenta il Vescovo Antonio da Massa morto nel 1429.

La seconda è opera dello scultore Urbano da Cortona, allievo di Donatello, e raffigura fra Michele Beccucci, personaggio eminente dell’ordine agostiniano morto nel 1467.  

In questa sala trovano spazio anche un’opera dello scultore volterrano Zaccaria Zacchi e la grande pala quattrocentesca dal titolo Adorazione del Bambino con San Bernardino e Sant’Antonio da Padova opera di Pietro di Francesco Orioli.

L’ultima sala infine è dedicata ai manufatti artistici prodotti per la liturgia. Trovano qui spazio paramenti liturgici, vasi sacri, calici, navicelle, reliquiari, corali miniati, tra cui spiccano pianete e mitre dei vescovi di Massa Marittima ed in particolare una pianeta della seconda metà del ‘400 con uno stolone istoriato con figure di santi.

Le sorprese del Museo di Arte Sacra non si concluderanno il giorno della sua inaugurazione.  Grazie alla collaborazione della Diocesi di Massa Marittima e Piombino, delle Parrocchie di Massa Marittima e della Sovrintendenza, questo Museo offrirà anche costantemente un volto sempre nuovo. Proporrà infatti nel corso dell’anno opere diverse che provengono da edifici sacri. Tutto ciò offrirà l’opportunità di ammirare opere d’arte di grande valore in un ambiente idoneo e confortevole ma non toglierà queste opere definitivamente dal loro luogo naturale (soprattutto chiese) e dalla loro funzione originaria che è quella della devozione religiosa.


Rispondi a questo messaggio

Torna al FORUM
 
Massa Marittima
  © MASSAMARITTIMA.INFO 2002-07 home forum links contattaci chi siamo statistiche
Massa Marittima
| CITTÀ | TURISMO | SERVIZI | FOLKLORE | EVENTI | CULTURA | MASSAVIVA | FOTO | NOTE LEGALI |
Massa Marittima
Massa Marittima