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Nel
pavimento, caratterizzata da un costante rivolo di
acqua dell'altezza di circa 20 cm., è visibile
un ampio strato di calcio bianco, depositato nel corso
dei secoli dall'acqua.
Nella
volta della galleria sono visibili formazioni di stalattiti
di origine calcica.
Anche lungo le pareti, dove si manifestano percolazioni
di acqua, sono visibili ammassi di calcio, di varie
forme e dimensioni.
L'opacizzazione di alcune immagini è dovuta
all'aumento dell'umidità e della temperatura,
mano a mano che si procedeva all'interno della roccia.
In
questa foto è visibile uno dei tanti chiodi
medievali, che in seguito all'azione dell'acqua e
dell'ambiente, si è sciolto colorando le pareti
limitrofe e la roccia sottostante.
La
Galleria è intervallata da pozzi di raccolta
delle acque filtrate dagli strati di roccia superiore.
Da notare che l'acqua proveniente dagli strati superiori,
dopo il filtraggio di 30 mt di terreni e rocce, diventava
perfettamente potabile. Oggi purtroppo, a causa degli
oli minerali e di altri prodotti industriali, non
sarebbe più sufficiente
In questa foto è visbile il pozzo al termine
della Galleria, chiusa da un evento franoso.
Dopo aver camminato per circa 250 mt, ci trovavamo
a circa 30 mt. di profondità, sotto la Chiesa
di S. Agostino, probabilmente in corrispondeza dei
giardini sotto l'abside.
In
questo punto, sulla sinistra, è visibile una
galleria laterale di raccolta, alta circa 40 cm, caratterizzata
da uno strato di calcio, ma da una chiara opera di
coltivazione sia laterale che superiore.
C'è da considerare quanto sia stato arduo
per i seppur esperti minatori massetani riuscire a
scavarla, date le anguste dimensioni e gli strumenti
di scavo che avevano a disposizione. Tale galleria,
la quale non si sa dove possa portare, necessita di
interventi di ristrutturazione, prima che sia destinata
a chiudersi definitivamente.
Sarebbe un vero peccato per la memoria di questi
minatori e più in generale per il patrimonio
storico e minerario della cittadina massetana.
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