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Monteregio di Massa Marittima   Massa Marittima

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Articolo 3

Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" di cui al precedente articolo 2 devono provenire dai vigneti ubicati nella parte nord della provincia di Grosseto inclusa nel territorio amministrativo dei comuni di Massa Marittima e di Monterotondo Marittimo e in parte nei territori dei comuni di Roccastrada, Gavorrano, Castiglione della Pescia, Scarlino e Follonica, con esclusione del fondo valle.
Tale zona è così delimitata: la linea di delimitazione inizia dal punto di incontro dei comuni di Massa Marittima, Montieri e Roccastrada in prossimità del bivio di Meleta; prosegue in direzione sud-est per tutta la strada provinciale n. 8 passando per gli abitati di Roccatederighi e Sassofortino, attraversa la statale n. 73, segue il fondo dei Prati e Seguentina, continua per il torrente Gretano, fino a incontrare la ferrovia Grosseto-Siena in località Aratrice; prosegue lungo detta ferrovia in direzione ovest fino alla statale n. 73 in località Falsacqua, continua verso sud fino alla strada provinciale di Lattaia in prossimità di Sticciano Stazione; piega quindi a ovest per Lattaia, fino alla strada provinciale del Madonnino, ritorna a sud fino alla chiesa degli Olmini, piega nuovamente a ovest lungo la strada delle Selvacce, costeggia il podere ex Ente Maremma Santo Stefano, raggiungendo per la via di Pian del Bichi, il podere Ginepraie in prossimità del ponte sul torrente Asina; da qui prosegue fino alla strada provinciale n. 20 in prossimità del ponte sul fiume Bruna, passando per la fattoria di Pian del Bichi, continua per le strade provinciali numeri 20 e 27 e per il fiume Sovata fino a incontrare la statale n. 1 Aurelia in località Lupo; prosegue per la strada provinciale Castiglionese, entra sulla destra nella strada della Morina fino a raggiungere l'incrocio con la strada che termina all'Ampio, prosegue quindi verso Castiglione della Pescaia fino a incontrare il fossa La Valle, lo segue costeggiando il bosco fino a raggiungere Val di Loro, da qui prende la strada di Val Sona per arrivare a Castellaccio Prile e prosegue per la vecchia strada fino a Tirli; continua per la strada di Sant'Anna fino al fosso Rigo in prossimità del podere Follonica, entra nel comune di Gavorrano seguendo la strada provinciale per il vallone del Terigi, raggiunge l'abitato di Caldana e prosegue per la strada provinciale n. 82, fino a Gavorrano, attraversando il centro abitato di Ravi; da Gavorrano località Cave, prosegue lungo la strada poderale adiacente al bosco, attraversa i poderi Palaia, fattoria del Poderino e Biagioni, continua attraversando il fossa Anguillara e il podere Cianello e raggiunge Scarlino a quota 139; da Scarlino prosegue verso la zona 167 e podere Canali, raggiunge il limite comunale sud seguendo la strada vicinale di Monte Muro, la valle dell'Uccelliera, il fosso di Val Molina e quello Madonella, continua fino al fosso dei Laschi lungo il limite comunale, raggiunge la strada provinciale del Casone, seguendo lo stesso fosso Laschi, la strada statale n. 322 e la provinciale del Puntone, continua per la strada del Casone, piega a est lungo il canale Allacciante, raggiunge la strada statale n. 1 Aurelia in prossimità di Scarlino Stazione; prosegue lungo l'Aurelia fino al bivio dei Rondelli, piega per la strada statale n. 349 verso Massa Marittima, si immette nella strada Poderale in località San Giuseppe verso il podere Cerrete, raggiunge il confine comunale di Massa Marittima, seguendo la strada poderale al limite del bosco in località Tesorina; prosegue quindi per il confine comunale di Massa Marittima e Monterotando Marittimo per ricangiungersi al punta di partenza in prossimità del bivio di Meleta.

Articolo 4.

Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" di cui all'articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve, ai mosti e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell'iscrizione all'albo di cui all'articolo 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, unicamente i vigneti compresi nella fascia collinare e pedecollinare con sufficiente altitudine e buona sistemazione idraulico-agraria. I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati a comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini. I nuovi impianti e i reimpianti devono prevedere un minima di 3.300 ceppi per ettaro e la produzione massima per ceppo non deve superare i 3 chilogrammi per le uve a bacca nera e 3,3 chilogrammi per quella a bacca bianca. Le uve provenienti dai vigneti iscritti all'albo della denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" possono essere destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Vin santo di Monteregio di Massa Marittima" e "Vin santo di Monte regio di Massa Marittima" occhio di pernice, qualora i produttori interessati optino per tali rivendicazioni in sede di denuncia annuale delle uve fatta alla competente Camera di commercio. È vietata ogni pratica di forzatura. La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve superare i q.li 100 per i vini a denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" rosso, rosato e novella e i q.li 110 per i vini a denominazione di origine controllata "Monteregio di Massa Marittima" bianco e Vermentino.
Per le tipologie Vin santo la resa massima di uva per ettaro deve essere riportata a quella prevista per i vini di cui al comma precedente. A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa deve essere riportata attraverso una accurata cernita delle uve, purché la produzione globale del vigneto non superi del 20% il limite medesimo. L'eccedenza delle uve, nel limite massimo del 20%, non ha diritto alla denominazione di origine controllata. Fermi restando i limiti sopra indicati, la produzione per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata. in rapporto al numero delle piante e alla produzione per ceppo. Le uve fresche destinate alla vinificazione devono assicurare ai tini di cui all'articolo 2 un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 10% per il vino "Monteregio di Massa Marittima" bianco, del 10,5% per il vino "Monteregio di Massa Marittima" rosato, dell'11% per i vini "Monteregio di Massa Marittima" rosso, Vermentino e novello.

continuo...

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