Denominazione di Origine Controllata
DEGUSTANDO IL MONTEREGIO
La degustazione inizia con il primo passo, ovvero con la scelta di una bottiglia che nel nostro caso conterrà, in maniera molto elementare, del vino rosso oppure del vino bianco: rare infatti sono le produzioni di vino rosato per quanto riguarda la nostra D.O.C.
Sappiamo che il vino è una bevanda da bere durante i pasti, ma oggi il fenomeno della degustazione, che ci consente di scambiare reciproche impressioni legate al gusto con i nostri amici e di socializzare, potrebbe farci prendere una bottiglia anche per passare una serata diversa, in una enoteca, oppure in un Wine Bar, con amici che sanno farsi partecipi di questa chiacchierata sul gusto.
Nel caso della D.O.C. del Monteregio, tale situazione è favorita dal fatto che i vini si collocano in una fascia di prodotto caratterizzata da un buon rapporto prezzo/qualità, cosa che ci consente di non spendere una fortuna, di ottenere comunque un buon livello di soddisfazione e spesso di fare vere e proprie scoperte, ovvero produttori più o meno emergenti che realizzano un prodotto veramente sorprendente, da ricordare.
Veniamo ora iniziare la nostra degustazione. Come probabilmente molti già sanno, tre sono gli esami che, effettuati in un preciso ordine, ci consentono di giungere ad un giudizio critico sul vino. Essi sono: l’esame visivo, l’esame olfattivo e l’esame gustativo. L’ordine in cui vengono effettuati non è ovviamente casuale, ma ci consente di fare passo dopo passo delle ipotesi circa la provenienza, la composizione, l’età del vino, e di riverificarle in successione, fino a trovare le conferme che si trasformeranno nel nostro giudizio complessivo.
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