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Monteregio di Massa Marittima   Massa Marittima
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DEGUSTANDO IL MONTEREGIO

ESAME VISIVO

La vista è il senso di lontananza che l’uomo ha maggiormente sviluppato lungo il suo percorso evolutivo, passando dal buio delle caverne al bianco degli uffici aziendali. Trascurando le non poche ripercussioni sociali che tale trasformazione ha portato, ci limitiamo a evidenziare che molto spesso la vista ci è servita per distinguere se un certo vino è rosso oppure bianco; al contrario una attenta e ragionata analisi del vino nel bicchiere ci consente di formulare numerose ipotesi che riguardano come detto in precedenza la composizione dei vitigni, la provenienza delle uve, il loro stato di maturazione, l’età del vino, ed altre cose ancora...
Ma partiamo con ordine.

Ponendo il vino nel bicchiere ed osservandolo possiamo fare alcune considerazioni riguardo:
- la limpidezza;
- il colore;
- la fluidità;
- gli archetti;
- l’effervescenza.

Intanto è bene premettere che in questo tipo di esame un ruolo decisivo viene giocato dalla illuminazione dell’ambiente in cui viene svolto: l’ideale infatti sarebbe una luce fredda, bianca, così come bianca dovrebbe essere la colorazione delle pareti. Dobbiamo traguardare il nostro bicchiere, all’incirca riempito per un terzo, attraverso una fonte di luce, ed osservare oltre al colore anche le sfumature che assume il vino, specialmente in prossimità del vetro.
In questa maniera abbiamo una immediata percezione della sua limpidezza.

Più un vino è giovane, più si presenterà torbido: un vino appena svinato, infatti, per la presenza di fecce in sospensione, sarà impenetrabile e torbido. Un vino pronto al consumo dovrà essere limpido, cosa che rende la limpidezza come un buon indice riguardo alla salute ed alla stabilità del prodotto.
Infatti successivamente alla svinatura, soprattutto per i vini “grossi” destinati all’invecchiamento, prima che vengano messi in bottiglia per un periodo di ulteriore affinamento, si effettuano una serie di operazioni che vanno dalla decantazione, alla chiarifica (svolta spesso con la chiara montata delle uova, ma più in generale con sostanze di origine organica o proteica) e alla filtrazione.

Da rilevare che quelle sostanze che rimangono sul fondo della bottiglia, generalmente sono tollerate: la presenza di piccoli cristalli bianchi, i tartrati, potrebbe rivelarci invece che il vino in un suo qualche passaggio distributivo in bottiglia, dall’azienda che lo ha prodotto fino a quella in cui lo abbiamo comprato, ha subito freddo.

Talvolta potrebbero esserci dei residui di sostanze coloranti che sono “precipitate” sul fondo, nell’ambito di una naturale ed ultima decantazione che il vino svolge nell’ambiente ristretto della bottiglia, quando esso possa essere ragionevole sinonimo di ulteriore evoluzione, e non di decadenza (ad esempio per un Barolo).

Quindi, una bottiglia con un residuo sul fondo, potrebbe essere indice o di un vino decaduto e questo potremo facilmente verificarlo al momento dell’analisi del colore, che si presenterà granato se non addirittura aranciato, che magari già in partenza non era stato pensato per l’invecchiamento; però potrebbe anche avvertirci della presenza di un vino vivo, reattivo all’ambiente bottiglia ed in evoluzione anche al successivamente al suo imbottigliamento.

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