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70 gr. di burro
un limone grattugiato
un arancio grattugiato
un pizzico di sale da cucina fino
500 gr. di farina
1 bicchiere scarso di latte. |
Si fa sciogliere il burro, meglio senza procedere a metterlo sul fuoco, si gratta il limone e l’arancio, senza arrivare al bianco, che risulterebbe amaro.
Si mette il latte in una terrina (non troppo, la pasta deve poi essere tirata a sfoglia...), si aggiunge il burro, le bucce grattugiate del limone e dell’arancio. A questo punto si inizia ad aggiungere la farina, progressivamente e lentamente, continuando sempre ad amalgamare, anche in questo caso, come nei cenci, fino a che il composto riesce a tirarla.
Alla fine si ottiene un composto lavorabile, che stenderemo in sfoglie con il nostro matterello di legno (o anche con la Nonna Papera, la pastaiola), riducendole poi in strisce della larghezza di circa 10 cm. Una volta che le strisce son distese sul piano di legno, si spolverano abbondantemente di zucchero, e si cominciano ad arrotolare.
Quando le rotelle avranno il diametro di circa 2 cm, si tagli la sfoglia arrotolata, ad una distanza di circa uno, due cm. Si pongono le rondelle così ottenute nello strutto, o nell’olio di semi, e si friggono fino a quando non avranno raggiunto un colore leggermente dorato.
Lo zucchero all’interno delle rondelle, si caramellerà, e si distribuirà anche all’esterno delle rondelle, guarnendosi e addolcendosi l’una con l’altra.
Scoliamo le chiacchiere, passiamole un po’ nella carta gialla, e dopo averle fatte intiepidire, serviamole come dolce.
Sono più buone se mangiate addirittura il giorno dopo.
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