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per 4 persone
4 etti di pappardelle
8 etti di carne magra di cinghiale
una costola di sedano,
una carota,
un rametto di rosmarino,
una cipollina,
uno spicchio d’aglio
un ciuffo di salvia,
alcune bacche di ginepro
(da noi coccola)
un po’ di prezzemolo tritato,
un etto di pomodori pelati,
2 litri di Monteregio rosso,
un bicchierino di brandy
sale |
Anche questa volta dobbiamo organizzarci, e mettere il giorno precedente a quello di cottura la carne di cinghiale a marinare in una bacinella con la carota, il vino, il sedano, la cipolla, il rosmarino, la salvia, l’aglio, il brandy, le bacche di ginepro e un po’ di olio.
Attenzione, di solito si preferisce usare per le cotture, anche per un fatto economico, del vino di scarsa qualità, ad esempio quello dei tristi “cartoni” di tetrapak: poiché è fatto da una grande componente di acqua, e assai povero delle componenti nobili dei vini più strutturati, avremo come risultato che durante la cottura l’acqua finirà per evaporare, non lasciando niente o quasi di sapore, per la sua congenita povertà. Qui a Massa diremmo: “Meglio una volta di meno, ma per bene…”
Dopo circa ventiquattro ore si scola la carne, e la si macina con tutti gli altri ingredienti della marinata. In una padella, si fa soffriggere in un po’ d’olio l’aglio ed il peperoncino, si aggiunge la carne insieme aglio odori macinati.
Quando sarà tutto ben rosolato, si aggiunge metà circa del nostro vino rosso della marinata, facendo cuocere per circa 45 minuti, si aggiunge il pomodoro e si regola di sale. In un’altra pentola, si cuociono le pappardelle in acqua bollente, si scolano e le si fanno saltare per un minuto nella padella, aggiungendo un po’ del prezzemolo, e servendo il piatto ben caldo.
Se si vogliono preparare le pappardelle in casa da soli...
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