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Il Grosso Massetano   Storia di Massa Marittima

La Zecca in via Norma ParentiLa repubblica Massetana, come già si è detto, visse il proprio massimo splendore a cavallo tra il 1200 ed il 1300.

Una conseguenza della propria fama commerciale e della sua Ricchezza di minerali pregiati fu la decisione di battere moneta propria, cosa che avvenne l'11 aprile 1317, proprio sul finire della vita repubblicana, che avvenne nel 1337, quando Massa cadde sotto la dominazione senese.

Presso il Palazzo Pubblico, con i rogiti di ser Meo di Chele Ravanelli, tra Nuccio di Bonaventura, il quale agiva in nome e per conto del Comune, e Niccoluccio di Iacomino Benzi, abile battitore di moneta fiorentino, si stabilì che lo stesso Niccoluccio, con l'aiuto di tre suoi compagni, si sarebbe recato a Massa Marittima come sbozzatore di moneta, obbligandosi lo stesso Benzi a fornire alla neonata zecca massetana i ferri del mestiere ed in generale tutti gli utensili necessari.

Campanile del duomo di San Cerbone.In cambio di tale opera avrebbero goduto di un salario in percentuale, un tanto per libbra, rispetto all'argento che avrebbero battuto.

Nello stesso contratto venne stabilito anche il valore del Grosso d'argento: la moneta grande doveva avere il valore di venti denari, mentre quello piccolo di sei, ma soprattutto si precisò che tali coni avrebbero dovuto essere simili, nel peso e nella composizione della lega, con la moneta senese, in maniera tale da assicurare alle due monete il loro corso ed il loro giusto impiego come reale moneta di pagamento.

Inoltre l' ultimo punto di tale accordo stabiliva che i massetani proprietari di miniere d'argento, qualora avessero avuto l'intenzione di coniar monete, avrebbero dovuto rivolgersi alla sopra citata zecca comunale, e che il guadagno in tal modo realizzato sarebbe stato inteso da dividersi tra il Bensi, battitore, ed il Comune. Una specie di misura per evitare manovre che oggi definiremmo inflazionistiche.

Il Grosso, o moneta grande, ha il peso di 1,262 grammi.

Grosso Massetano. FronteNel campo diritto rappresenta una croce con due piccole "M", nei due angoli opposti, che appunto stanno a significare Massa Marittima, o Massa Metallorum. Nella parte superiore del margine vi si può trovare una altra piccola croce, ed intorno l'iscrizione DE MASSA.

Grosso Massetano. RovescioNel rovescio si può ammirare la figura di S. Cerbone, patrono di Massa, vestito con gli abiti pontificali, con il nimbo intorno al capo, e con la destra alzata in atto di benedizione, mentre con la sinistra sorregge il Pastorale, intorno all'iscrizione SAN CERBON.

Di questa moneta, al momento, si conoscono tre varietà di conio, che presentano lievi difformità l'uno dall'altro.
Il denaro piccolo, o minuto, presenta nel dritto una croce, con attorno una piccola croce con due anelletti dove è possibile leggere DE MASSA. Nel rovescio appare la stessa figura di S. Cerbone, e l'iscrizione S. CERBON P., ovvero Sanctus Cerbonius Patronus.
Il suo peso è di 745 milligrammi, e al momento se ne conoscono due varietà di conio, con lievissime differenze tra di loro.

 

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