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Miracolo Particole di Siena   Storia di Massa Marittima

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Pisside con le Particole del Miracolo di SienaLa città ancora stordita, sì mosse all'improvviso a cercare; persino i bambini non vollero stare di meno.

Era quasi mezzogiorno che finalmente un cittadino, arrivato ad un tratto della strada che rimette sulla piazza del Campo da “Chiasso Largo”, cominciò a giridare:n “Ho trovato il conopeo, ho trovato il conopeo!”.
Il conopeo per chi non sa è quel velo che si mette davanti al tabernacolo per coprirne la porticina.
Cercando, fu ritrovata nello stesso posto anche la crocetta della pisside rubata.

Ci siamo! I ladri sono passati da qui. Cerchiamo ancora!”.
Furono i primi segni di speranza che alimentarono il fervore nella ricerca.

E finalmente al mattino del terzo giorno, il 17 agosto, proprio nella chiesa dedicata alla Madonna della Pietà, nella contrada di Provengano, furono trovate le sacre particele. Sapete come?

Pensate che proprio in quella chiesa due secoli prima, un soldato spagnolo, di stanza a Siena, sparò un colpo d'archibugio: contro la statua della Madonna.
Era ubriaco; il colpo spezzò le braccia della Madonna che sosteneva il bambino Gesù.

I senesi allora furono attaccatissimi alla loro Madonna detta proprio “della Pietà” e in quel luogo ottennero da Roma di far erigere una cappella in onore della Madonna di Provenzano. Ora è una bella chiesa, costruita con mattoni cotti rossi e pietra bianca.
Ai piedi dei pilastri della cupola di S. Maria di Provenzano ci sono due cassette, con le quali ogni anno si celebrano le messe in suffragio dei benefattori defunti.
Le due cassette però, data la loro specifica destinazione, vengono aperte una volta all'anno, e questo facilita in esse l'accumulo di polvere e di ragnatele.

Quella mattina del 17 agosto, il chierico Paolo Schiavi, addetto alla questua, al momento della consacrazione venne a trovarsi proprio vicino ad una delle cassette dell'elemosina e istintivamente si inginocchiò in segno di adorazione del mistero che si celebrava sull'altare. Lo sguardo gli cadde fortunatamente sulla feritoia della cassetta e notò uno strano biancheggiare nel fondo.

Finita la consacrazione, s'alzò in fretta mentre un sospetto tremendo gli balenò nella mente.
Assieme a don Girolamo Bozzegoli prese la chiave, e poi finalmente, aprendo la cassetta, vide con immensa gioia, un gran mucchio di particele, esattamente 351, come quelle rubate.

Avvisato l'arcivescovo, Alessandro Zondadari, subito questi diede ordine che le particele si mettessero nella Pisside di Provenzano.

Altare con le ParticolePer essere sicuri che fossero proprio quelle rubate, le ostie ritrovate furono dapprima riportate a San Francesco per confrontarle con le altre; poi poste sul ferro con il quale si formano, si notò che erano del medesimo conio. Ma quello che maggiormente stupisce i credenti, è il fatto che ancora oggi dopo tantissimi anni, le sacre particele sono ancora visibili, intatte, incorrotte, “senza frangiature, ammirabili (...) hanno al gusto il sapore del pane integrale (...)”.

La scienza trova il frutto semplicemente straordinario, ma chi ha fede lo chiama “prodigio”.
Ancora una volta Gesù ci dimostra la sua misericordia, il suo amore pietoso e longanime.

Oggi le particele prodigiose sono 223 ostie intere e 2 frammenti e vengono conservate in un cilindro di cristallo in due artistici estensori. Ma se avete, qualche volta, il tempo e soprattutto la fede, andate a Siena e andate a vedere con i vostri occhi il miracolo eucaristico di Siena e, prostrati, adorate il SS.mo Sacramento dell'altare e fate tre propositi eucaristici:
1) prepararci con più fervore alla messa e alla santa comunione;
2) ringraziare più a lungo il Signore dopo la comunione;
3) andare ogni giorno a incontrare Gesù o chi non può fisicamente, ci vada almeno spiritualmente.

E unanimi cantiamo l'antico inno popolare: “Inni e canti sciogliamo fedeli al Divino Eucaristico Re. Egli ascoso nei mistici veli, cibo all'alma fedele si dice. Dei tuoi figli lo stuolo qui prono, o Signore dei potenti Tè adora; per i miseri implora perdono, per i deboli implora pietà".

 

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