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San Cerbone   Storia di Massa Marittima

Arca di San CerboneDal 1327 la Repubblica massetana decise di battere propria moneta, affidando a Nicolino di Iacomino Benzi di Siena l'incarico di coniare il grosso d'argento (del valore di 20 denari), il grossetto d'argento (del valore di 6 denari) e il denaro piccolo o minuto in mistura, con l'immagine di san Cerbone sul recto e la croce sul verso.

L'Arca è decorata da otto scene intagliate ad alto rilievo ed originariamente dipinte. Partendo da sinistra, si hanno nell'ordine le seguenti scene:

  1. il santo per ordine di Totila è esposto agli orsi che gli lambiscono i piedi,
  2. i cittadini di Populonia chiedono al santo di posticipare la messa,
  3. il santo è accusato davanti a papa Virgilio,
  4. i messi papali ordinano al santo di presentarsi al papa,
  5. il santo disseta i messi papali col latte delle cerve,
  6. presso Roma il santo guarisce miracolosamente alcuni pellegrini,
  7. il santo offre al papa le oche selvatiche venutegli incontro durante il viaggio,
  8. il santo celebra la messa davanti al papa mentre gli angeli cantano il "Gloria".

Il coperchio a quattro spioventi presenta medaglioni a rilievo, raffiguranti la veglia fatta da due angeli al corpo di S. Cerbone, la Madonna col Bambino, Santi e Profeti. Nonostante la singolarità di questo personaggio, è abbastanza difficile reperire notizie di rilievo sull'evoluzione del culto e sul peso che ha avuto nello sviluppo di Massa, anche se pare assodato che il periodo in cui si afferma la definitiva iconografia che lo riguarda è quello a cavallo tra XII e XIII secolo.

L'unicità dei suoi attributi ben si accompagna con la sua natura di santo locale in cui tutta la città si riconosce e si identifica proprio nel momento di massima affermazione dell'autonomia. Altre testimonianze del culto di San Cerbone sono visibili a Castel del Piano e a Montieri. Nella Chiesa dell'Opera della prima località è conservata una tela del 1643 circa di Domenico Manetti in cui è raffigurato il santo che propizia la vittoria del generale Tommaso Cerboni, mentre nella Chiesa dei Santi Michele e Paolo di Montieri è esposta una grande tela di autore ignoto, databile al XVII secolo, in cui è raffigurata la Madonna del Carmine che offre gli scapolari ai Santi Cerbone e Francesco d'Assisi.


Il papa dinnanzi al quale Cerbone si presenta con il suo seguito di oche è un'altra figura molto particolare nella storia della cattedra di S. Pietro Virgilio (537-555), diacono romano di nobile famiglia, venne consacrato per volere di Belisario dopo la violenta deposizione di Silverio, la cui morte, dopo alcuni mesi di prigionia nell'isola Palmaria, fu macchiata dal sospetto di avvelenamento. Non a caso, parlando di Virgilio, il Gregorovius afferma: "...egli divenne papa con la simonia e l'assassinio: fu uno scellerato..". A Roma nessuna insegna di culto ecclesiastico lo ricorda, ad eccezione di un'iscrizione in versi da lui stesso però incisa per le catacombe dei santi Pietro e Marcellino, in cui egli deplora la distruzione di chiese e cimiteri ad opera dei Goti.

Virgilio morì a Siracusa il 7 giugno del 555 e venne sepolto nel cimitero di Priscilla a Roma, dove la salma fu trasportata in seguito.

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San Bernardino da Siena

 

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