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La storia fino al 1300...   Storia di Massa Marittima

Stampa storica di Massa MarittimaLa presenza umana a Massa Marittima e nei suoi dintorni inizia agli albori della storia, dal momento che, in località "Le Tane", sulla strada comunale che da Massa Marittima procede verso la frazione Fenice Capanne, sono state rinvenute grotte rupestri e primitive localizzazioni abitative attribuibili all'età neolitica.

La ricchezza mineraria della zona ha comunque determinato una continuità abitativa fin dall'epoca preistorica, con momenti di notevole prosperità anche in epoca etrusca, come testimonia l'insediamento rinvenuto nei pressi del lago dell'Accesa.

Comunque per la prima volta il paese viene menzionato in testi scritti dall'autore romano Ammiano Marcellino con il nome di Massa Veternensis, per farci sapere che proprio qui da Galla, moglie di Costanzo, fratello di Costantino II imperatore ebbe i natali Gallo Cesare.
Nascita che dovrebbe collocarsi storicamente intorno al 350 d.C. (metà del IV secolo): probabilmente la prima colonizzazione di Massa Marittima, in questo tempo, sarebbe da attribuirsi alla distruzione della importante città di Vetulonia, i quali si sarebbero indirizzati verso questi luoghi, per la ricchezza delle risorse naturali, quali minerali ed acque potabili, ai piedi del poggio ove ad oggi è situata Massa Marittima, dando luogo all'abitato che ancor oggi viene chiamato Massa Vecchia.

Nella letteratura rimasta, di Massa Veternensis non si hanno più notizie fino a quando, all'incirca verso la metà del secolo VIII, il Vescovo Ancario trasferì la sua residenza, per tutelarsi dalle frequenti e distruttive incursioni barbariche, da Populonia a Massa, facendovi altresì trasportare le reliquie di S. Cerbone: e qui veniamo alla prima data certa, dal momento che il pontefice Gregorio IV dichiarò sede episcopale solamente nell'anno 842, nominandola come città.

Probabilmente la carenza di difesa nei confronti dell'imperversare delle incursioni barbariche, oltre alla crescente insalubrità dell'aria causato dalle vicine paludi, caratterizzarono il progressivo spostamento dell'abitato sul poggio, la cui prima edificazione risulta essere il castello di Monteregio, attuale ex ospedale di S. Andrea, che per primo fu abitato proprio dai vescovi massetani.

Successivamente, nell'anno 1075 Gregorio VII stabilì i confini della diocesi, mentre in seguito ad una serie di donazioni di castelli vicini, e avendovi piena giurisdizione, dal 1196 i Vescovi cominciarono a chiamarsi "Principi di Massa".
In questo periodo vi fu una crescita rapida della popolazione, dovuta alla maggiore salubrità del nuovo abitativo, ad una maggiore sicurezza delle miniere e alle aumentate ricchezze degli abitanti.
Questa situazione di favore economico, soprattutto caratterizzato dalla ripresa della coltivazione mineraria, unito invece al progressivo indebitamento dei Vescovi, determinò la nascita del Comune di Massa, da collocarsi, con regolare rogito del notaio Rolando, nel 1225.
Inizia la storia della Repubblica di Massa.

La potenza della repubblica Massetana, il cui dominio si estendeva fin sotto Grosseto, fu dovuta nel XIII secolo anche all'alleanza con la vicina Siena, come testimonia la partecipazione alla vittoriosa battaglia di Monteaperti, e ancora all'assalto di Montemassi, condotto da Guidoriccio da Fogliano, così come al ricupero di Grosseto, che a Siena si era ribellato.

Sono gli anni in cui comincia a documentarsi lo splendore del Comune Massetano, attraverso la costruzione del Duomo, del Palazzo Comunale, del Palazzo del Podestà, della fortezza dei Massetani, e della Chiesa di S. Agostino.

Piazza del DuomoA finanziare tali meraviglie provvedeva il floridissimo commercio legato alle miniere: il rame grezzo massetano era senza dubbio il più ricercato in Europa, e tale era l'importanza di tale settore, che oltre al rame comprendeva anche l'allume e l'argento, che il Vescovo Alberto, verso il 1225, elaborò uno statuto, un vero e proprio codice minerario, che sicuramente è stato il primo esempio di legislazione mineraria. E fu in questi anni che Massa Marittima fu conosciuta anche con il nome "Massa Metallorum", ed un antico proverbio, oggi inciso sul Palazzo Malfatti prospiciente la Piazza Garibaldi, recitava: " Massa Metallorum inimica civium suorum" (Massa dei Metalli, nemica dei suoi stessi cittadini), questo a causa della malaria che imperversò fino alla bonifica effettuata nel XIX secolo da parte dei Lorena, per opera dello scienziato Ximenes, ma anche a causa delle frequenti lotte intestine, caratterizzate dall'imperversare, in tutta la penisola, del crescente conflitto tra le correnti politiche Guelfe, favorevoli al Pontefice, e Ghibelline, sostenute dall'Imperatore.

E fu proprio il cambio di potere, per il fatto che da Ghibellina diventò Guelfa, la causa che portò al progressiva rottura dell'alleanza con Siena, che da parte sua sosteneva la potente famiglia dei Pannocchieschi, dichiaratisi ribelli e traditori della Città massetana.

continua...

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